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Il Winter Nordic Walking

Stefania | 1 gennaio 2012

 

Lo scorso week end abbiamo partecipato al corso istruttori di Winter Nordic Walking, per meglio capire di cosa si tratta ho estrapolato alcuni brani dal manuale del corso:”Fin dall’arrivo in Italia della disciplina del Nordic Walking, i camminatori con i bastoncini hanno compreso come essa potesse essere un’attività per tutti i giorni dell’anno sia in pianura come in montagna.

Nelle vallate alpine la presenza per tempi prolungati del manto nevoso non ne ha ostacolato lo sviluppo e la conoscenza, stimolando anzi a ricercare quegli accorgimenti che potessero essere favorevoli all’utilizzo della tecnica anche in queste condizioni. Gli ultimi anni hanno visto una grande espansione del fenomeno delle ciaspolate accomunandole a volte al nordic walking  concetto questo non del tutto corretto anche se in alcuni aspetti sono sicuramente similari.

 E’ proprio per questo motivo che la Scuola Italiana Nordic Walking ha analizzato e approfondito la tematica operando uno studio della tecnica, dell’attrezzo da utilizzare e dell’ambiente in cui si svolge l’attività.

Il gesto tecnico del tutto simile a quello che pratichiamo su terreno asciutto e il facile utilizzo dell‘attrezzatura non devono far dimenticare però Il particolare contesto in cui il Winter N W viene praticato tenendo sempre presente che l’ambiente invernale e la neve subiscono continue mutazioni anche nel breve termine e un itinerario senza problemi può invece presentare situazioni che potenzialmente possono diventare pericolose anche solo per le variate condizioni climatiche.

Un avvicinamento al “magico mondo della neve “seguendo il buon senso e delle nozioni basilari possono creare i presupposti ideali per trasmettere alle persone che accompagneremo tutti gli aspetti positivi di questa pratica, dalla bellezza di questo sptendido ambiente, ai benefici fisici che ne derivano e alle emozioni che si possono vivere.

Fondamentale per praticare il Winter N W sono le ciaspole; la Scuola Italiana nello sviluppo della specializzazione ha individuato come partner tecnico la ditta TSL, azienda francese nata negli anni ottanta e attualmente leader mondiale per la realizzazione di prodotti da neve.

Ne è scaturita la nascita dell’attrezzo specifico per il W.N.W. , costituito da due elementi fondamentali: la base e la scarpa. Nel concepire e realizzare queste parti si è cercato di focalizzare l’attenzione sui concetti che dovevano caratterizzarle e cioè la massima leggerezza, il minimo ingombro, la semplicità di utilizzo e l’idoneità a compiere il passo da nordic walking.

Lo sviluppo di questi concetti sull’attrezzo TSL ha portato alla realizzazione di uno strumento che permette il giusto gesto tecnico.

Attrezzo W.N.W. TSL

 

La base: molto simile per l’aspetto ad una racchetta da neve, ne differisce per leggerezza, minori dimensioni e soprattutto per il sistema di attacco automatico step-in.Questo tipo di aggancio fornisce una grande facilità di inserimento della scarpa specifica,appositamente dedicata. La base è inoltre dotata di una placca di appoggio per il tallone che consente un buon confort di marcia. La particolare forma a clessidra dell’attrezzo TSL agevola il passo durante la camminata senza creare quella sensazione di ingombro delle normali racchette da neve.

La scarpa: è.stata ideata per offrire ai praticanti comodità, calore, leggerezza e per interagire in maniera ottimale con il particolare sistema di attacco della base.

TSL produce diversi modelli di scarpa da W.N.W. con caratteristiche similari, dotati di ghette integrate e zip impermeabili. Sono ottime calzature anche per l’utilizzo senza base in quanto presentano una suola in Vibram ideale per la camminata anche sui terreni innevati; inoltre la speciale sagomatura della suola consente l’esecuzione del gesto tecnico del nordic walking nel miglior modo possibile anche su terreno asciutto.

L’ambiente montano innevato, ricco di suggestioni e fascino è il contesto ideale per praticare attività fisica, il nostro corpo e la nostra mente traggono grande beneficio dall’ambiente che ci circonda ed è per questo che una giornata in montagna ci ritempra e ci ricarica, passare ore nella natura tra amici è sempre stata e sempre sarà la miglior profilassi per molte patologie.

Santucci running organizzerà uscite sulla neve per praticare il Winter Nordic Walking!

 

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Nordic Walking: prima passeggiata eno-gastronomica sulle colline Stiavesi

Stefania | 11 dicembre 2011

Domenica mattina è presto, non è ancora completamente giorno, dalle persiane filtra la luce falsa del primo mattino, tendo l’orecchio per capire se piove, oggi avrei in programma una passeggiata per le colline stiavesi, se piove salta tutto, timidamente apro le persiane, il cielo plumbeo non promette bene, ma per ora non piove, un sms a Stefania : “ che si fa?”  in tempo reale arriva un perentorio “si va!” e così mi vesto: le scarpe andranno bene? Me lo porto il k-way? I bastoncini me li da la Stefy, sono pronta… Come me 20 persone si trovano nel piazzale di Stiava il tempo regge, ci guardiamo, alcuni sono compagni delle passeggiate quotidiane che mi hanno fatto innamorare di questo sport, altri li incontro per la prima volta ma non tardo a condividere lo spirito che da sempre accompagna con gioia chi si appresta al Nordic walking.

Partiamo alla volta di Bargecchia, attraversiamo Stiava tra gli sguardi curiosi e divertiti di chi vede 20 persone armate di bastoncini ticchettare per le vie del paese, la salita ci accoglie e un po’ci sorprende ma la tecnica e una buona dose di ottimismo ci aiutano ad arrivare alla prima fontana sotto la chiesa di Bargecchia. Biscotto il cane di Stefania scodinzola felice tra i bastoncini di tutti, scorazza avanti e indietro trasmettendo allegria e voglia di vivere.

Da Bargecchia attraverso la splendida via Panoramica tra vedute mozzafiato e scorci naturalistici arriviamo al Pitoro, la fatica si fa sentire ma Stefania ci rassicura che la salita è finita e così tra uliveti e pascoli raggiungiamo l’agriturismo di Campo Romano dando ancora uno sguardo alla splendida conca di Stiava e indovinando il percorso che abbiamo fatto.

A Campo Romano ci ha accolto la sig.ra Elena ospitandoci all’interno del vecchio frantoio dove al calore del camino ci siamo ristorati con il ricco buffet di prodotti tipici della fattoria tra olio sopraffino, bruschette e formaggi, bicchieri di vino e tanta allegria.

Così si è conclusa la prima passeggiata eno gastronomica organizzata da Stefania e dalla Santucci Running, torno a casa un po’ stanca ma contenta di aver trascorso una mattinata tra amici facendo sport a misura “d’uomo” lontano dall’agonismo ma con nel cuore l’orgoglio di aver fatto 11 km di collinare, 11 km percorsi da me che non sono un’atleta e non la sono mai stata, che ho anche qualche chiletto in più, 11 km di  orgoglio da raccontare a chi stamani rimanendo a casa non ha potuto vivere quanto finora vi ho descritto.

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Attività fisica e sedenterietà

Stefania | 4 dicembre 2011

Una vita sedentaria indebolisce e invecchia precocemente l’organismo umano!

La sedentarietà è cioè un fattore a rischio per la salute dell’uomo moderno. Ad essa bisogna contrapporsi, garantendo al nostro corpo un adeguato programma di attività fisica.

Se proviamo a riflettere sulla quantità di sollecitazioni che il nostro organismo riceve durante la sua giornata-tipo, scopriamo come la diffusione dell’uso dei mezzi di trasporto meccanici e degli ascensori abbia ridotto a pochi metri quadrati la totalità dell’utilizzo quotidiano delle nostre gambe. E se le nostre gambe camminano poco, perdendo il tono muscolare ottimale, anche il cuore si abitua a pompare meno sangue, il respiro si fa più corto e in genere tutte le funzioni responsabili dell’efficienza fisica diminuiscono le loro capacità.

Ecco alcuni problemi che sorgono a causa di una scarsa attività di movimento:

  • apparato muscolo-scheletrico: si ha una riduzione della capacità muscolare, maggiore incidenza di infortuni articolari, ossa più fragili, rischio specifico per scoliosi, cifosi, lordosi e algie vertebrali.
  • apparato cardio-circolatorio: oltre al fatto che gli sportivi sono meno soggetti all’infarto, si è verificato che, anche quando sono colpiti da infarto, essi affrontano una ripresa più facile e completa. I sedentari invece rischiano una pressione più alta, con conseguente maggior incidenza di infarto del miocardio.
  • apparato respiratorio: La circolazione polmonare peggiora notevolmente poiché il corpo non richiede una necessità di scambio gassoso, il respiro si fa più corto e frequente, affanno anche a sollecitazioni molto basse.
  • apparato digestivo: i muscoli dell’addome quando diventano deboli e flaccidi, non sono più in grado di esercitare una valida opera di contenimento dei visceri addominali. Molti disturbi dell’apparato digerente derivano unicamente dalla carenza dei attività fisica. I sedentari rischiano quindi ridotta motilità intestinale, stitichezza, sovrappeso e aumento della massa grassa.

Una regolare attività fisica, anche moderata, contribuisce quindi a migliorare la qualità della vita in quanto è associata positivamente sia allo stato di salute sia al grado di soddisfazione degli interessi personali e allo sviluppo delle potenzialità e dei rapporti sociali e aiuta a prevenire e ad alleviare molte delle patologie croniche.

L’attività fisica è definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico. L’inattività fisica, o sedentarietà, è un fattore di rischio indipendente per le malattie croniche.

Nel 2010 l’Oms ha pubblicato il Global recommendations on Physical activity for Health  in cui definisce i livelli di attività fisca raccomandata per la salute per tre gruppi di età:

  • per bambini e ragazzi (5 – 17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata–vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive
  • per gli adulti (18 – 64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) in sessioni di almeno 10 minuti per volta, con rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana
  • per gli anziani (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni deve fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.

In tutte le età, i livelli raccomandati vanno intesi come un limite minimo: chi riesce a superarli ottiene ulteriori benefici per la propria salute.

L’attività fisica vista come terapia: l’attenzione degli operatori sanitari

Da una intervista alla popolazione Italiana, ancora non sufficiente sembra essere l’interesse degli medici di base rispetto alla pratica dell’attività fisica da parte dei loro assistiti: solo un terzo degli intervistati (31%) ha ricevuto il consiglio di fare attività fisica. Questo consiglio è maggiormente riferito dalle persone che soffrono di ipertensione (45%), ipercolesterolemia (43%) ed eccesso ponderale (38%).

L’Oms sostiene che l’attività fisica moderata e adattata al singolo soggetto sia da considerarsi come una terapia e che l’esercizio fisico regolare, oltre ad arrecare benessere, incida anche sulla contrazione della spesa sanitaria.


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Come definire il Nordic Walking?

Stefania | 15 novembre 2011

Il Nordic Walking è una forma di cammino adattato integrato dalla presenza di due “prolunghe” (i bastoncini) che permettono alle braccia di essere “portanti”: l’arto superiore trasmette sul terreno una forza con direzione molto simile a quella della gamba in appoggio attraverso la catena cinematica chiusa formata dall’insieme “spalla-braccio-polso-bastoncino-suolo”.

Questo permette di aumentare e re-distribuire la forza necessaria a spostare in avanti il baricentro corporeo per realizzarne lo spostamento con quattro “vincoli” anzichè due.

In pratica cerchiamo di capire cosa fa il Nordic Walking:

oltre allo scarico di forza sul terreno, l’utilizzo dei bastoncini permette un miglioramento della propriocezione attiva riportandoci all’atavica condizione dei “quattro appoggi funzionali”, inoltre aumenta il coinvolgimento dei muscoli del cammino fino a circa l’85% del totale (oltre 600) e aumenta il Vo2 max di oltre il 40% permettendo un esrcizio fisico aerobico di superiore intensità, ottimale per l’utilizzo energetico degli acidi grassi.

Ora che abbiamo definito “cosa fa” possiamo dire “a chi serve”.

AMBITO SPORTIVO

Soggetti che prediligono attività fisica non competitiva, soggetti  “diversamente giovani”; soggetti con caratteristiche biomeccaniche instabili; soggetti che hanno praticato discipline “asimmetriche”; soggetti che utilizzano l’attività fisica come sintesi di pensiero; soggetti che hanno bisogno della dose quotidiana di endorfine.

AMBITO SALUTISTICO

Soggetti con familiarità alle disfunsioni locomotorie; soggetti con problemi metabolici precursori di obesità e diabete; soggetti con problematiche artrosiche, articolari e circolatorie; soggetti che “devono” muoversi e che non hanno mai fatto niente; soggetti con situazioni alimentari critiche (anoressie, bulimie…); soggetti sotto stress psico-fisico.

AMBITO TERAPEUTICO

Disfunzioni Organiche quali: obesità ed anoressia; diabete; esiti stabilizzati di cardiopatie; linfedema primario e secondario; neuropatie periferiche; neuropatie centrali (palliativo); ipocinesie propriocettive; postumi stabilizzati di ictus; problemi circolatori periferici.

Disfunzioni Locomotorie quali: postumi di interventi chirurgici; disfunsioni articolari e strutturali da sovraccarico ponderale; esiti di traumi muscolo-scheletrici; esiti motori di neuropatie centrali; alterazioni dell’equilibrio dinamico; patologie articolari secondarie; patologie rachidee da sovraccarico funzionale (sport); problemi della deambulazione.

I motivi che quindi ci portano a praticare il Nordic Walking vanno dalla necessità (in ambito rieducativo), alla convenienza (un valido sostituto alla necessità dell’auto in ogni occasione) fino a moltiplicare il piacere di un’uscita in gruppo dove l’ orizzonte, il respiro profondo ed il ticchettio dei bastoncini siano le uniche preoccupazioni di questa nostra egoistica pausa di vita.

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Fit e Nordic Walking

Stefania | 27 ottobre 2011


In questi ultimi mesi è attiva la discussione se fit e nordic walking possono coesistere nella preparazione del walker, ossia se i due gesti atletici sono tra loro complementari o antitetici.

In queste righe vorrei portare la mia esperienza per aiutare a far luce sulla questione, senza con questo dare dei giudizi di merito sull’una o sull’altra disciplina.

Il fitwalking è sicuramente un gesto tecnico più naturale in quanto per essere eseguito non necessita di nessun ausilio; sia nel fit e sia nel nordic il gesto parte dalla rullata del piede che permette l’avanzamento della gamba con la conseguente rotazione dell’anca e mobilitazione del bacino, che nel fit è bilanciato dal libero movimento delle braccia.

Il gesto che ne scaturisce è una camminata veloce, coordinata e in piena spinta. Il dispendio energetico e quindi la forza necessaria per compiere il gesto è principalmente a carico della parte inferiore del corpo.

Nel nordic walking, grazie all’ausilio dei bastoncini, usati non come supporto ma come elementi dinamici di spinta, la ripartizione delle forze è equilibrata anche nella parte superiore del corpo.

L’azione di spinta sul bastoncino movimenta tutti i muscoli della parte superiore del corpo dal deltoide all’addominale creando uno sforzo e un dispendio energetico superiore al fit.

Ma allora come legare le due discipline? Semplicemente il fit può essere propedeutico al nordic, soprattutto in quei soggetti sedentari che si apprestano al cammino, senza una adeguata preparazione.

Il poter insegnare loro la tecnica della parte “inferiore” del corpo svincolando la parte superiore, li porta gradatamente ad una condizione fisica e coordinativa tale da potersi misurare con maggiore facilità anche in una disciplina più impegnativa come il nordic.

Quindi le due discipline non sono in antitesi tra loro ma complementari, sarà quindi l’istruttore che sceglierà in funzione dei soggetti che ha davanti con quale disciplina iniziare, continuare e completare il training dei propri allievi.

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Amsterdam

Stefania | 23 ottobre 2011

Era Febbraio quando in una fredda giornata Stefania mi si presentò tra il serio e il faceto dicendomi:” Stefy, mi porti a camminare con te, non voglio fare fatica ma vorrei perdere qualche chilo, sai, non ho mai fatto sport, un po’ di palestra, pilates e poco più…”è iniziata così un’avventura umana e sportiva che ci ha portato con relativamente poca fatica a progettare e coronare un’impresa che solo 7 mesi fa aveva dell’incredibile.

I primi mesi di lavoro sono una riscoperta del proprio corpo tra un allenamento e l’altro, inserita in un gruppo di persone affiatate, Stefania ha  imparato ad ascoltarsi a prendere coscienza dei propri mezzi, a confrontarsi con i compagni e la compagne di allenamento, convincendosi che con la volontà e il metodo ogni giorno è un buon giorno per migliorare.

Così sono spariti quasi 10 chili ed è emerso quel carattere che le ha permesso di allenarsi anche quando pioveva, quando faceva freddo, quando si vorrebbe rallentare il passo ma sai che se tieni duro poi ti senti meglio e scopri che così ti vuoi un po’ più di bene e  tra una camminata e l’altra sono comparsi i primi obiettivi da raggiungere: i 10 Km in allenamento, la gara a Forte di Marmi

e poi un grande obiettivo: una mezza maratona, 21 Km filati da fare tutti d’un fiato in una grande capitale Europea, Amsterdam.

Solo a pensarci a Stefania tremavano le gambe “ce la farò?”,  “sono allenata abbastanza?”, “saprò tenere fino alla fine?”,  “chi me l’ha fatto fare?”.

Cara Stefania queste sono le domande che ogni atleta dal campione olimpico al ragazzino alla prima gara si pone, benvenuta tra noi.

Dietro la facciata di forza e determinazione che devono essere proprie di ogni atleta ci sono queste domande da porre al proprio tecnico che è la persona che in quei momenti ti è più vicina, sa come ti sei preparata, ha condiviso con te ogni metro della tua preparazione e nel mio fortunato caso ti ha accompagnata fino sul traguardo di Amsterdam orgogliosa di te come di un propria figlia.

Ora ci aspettano altri traguardi,  altre ore di allenamento e tante altre soddisfazioni.

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Allenamento di base
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Stefania | 8 ottobre 2011

Allenamento e fit walking

Con il termine allenamento intendiamo la continuità di un programma che porta a migliorare le prestazioni sportive. Anche nel fit walking l’allenamento è una pratica continuativa che mediante un programma specifico darà risultati di adattamento progressivo allo sforzo. In questo modo il carico di lavoro non risulterà mai né eccessivo né traumatico. L’incremento regolare del lavoro permette  al fisico di adattarsi allo sforzo prolungato, migliorando sia la velocità di base del cammino sia il tempo di recupero.

La capacità di un tecnico è quella di percepire e gestire le sedute di allenamento in modo da dare il tempo necessario al fit walker di metabolizzare i carichi di lavoro evitando affaticamento eccessivo ed infortuni.

L’alternanza del lavoro rende possibile l’adattamento naturale sia allo sforzo sia al recupero, per questo è necessario il supporto di un istruttore. Esistono molti metodi per arrivare ad allenarsi camminando, ma tutte le scuole convengono che imparare a camminare con una buona tecnica ed allenarsi con metodo sia basilare.

L’allenamento del fit walker contempla la necessità di alternare fasi attive di movimento e fasi di recupero. Il recupero può essere sia passivo sia attivo, il primo consiste in un riposo vero e proprio, il secondo invece viene chiamato recupero rigenerativo da effettuare magari praticando altri sport come nuoto, ginnastica o andando in bicicletta.

Una cosa fondamentale quando si affronta un periodo di allenamento è l’imparare ad ascoltare il proprio corpo decodificando i segnali che esso ci invia: i leggeri dolori muscolari delle prime uscite sono da considerarsi normali, non è da considerare normale invece un’eccessiva stanchezza che perdura tutto  il giorno e che può mascherare una forma di eccessivo affaticamento psicofisico in antitesi con il concetto di sport/ benessere che guida il nostro operato.

Il metodo più usato e corretto per determinare l’intensità di un allenamento è la misurazione della frequenza cardiaca, in base alla FC (frequenza cardiaca) è possibile individuare l’intensità del lavoro che stiamo effettuando e che suddivideremo in lento, medio e veloce. Il battito cardiaco è misurato tramite il cardio-frequenzimetro, un dispositivo composto di una fascia toracica che invia radio segnali ad un orologio da polso dove, oltre al tempo di allenamento, viene visionata la frequenza cardiaca istantanea.

Esistono comunque anche metodi “empirici” per misurare lo sforzo durante l’allenamento in particolare  quando si lavora in gruppo si può usare il metodo della conversazione: se per l’affanno non si riesce a sostenere una semplice conversazione  stiamo facendo un lavoro “veloce” se invece riusciamo a parlare anche se leggermente in affanno, stiamo rientrando in quello che chiamiamo lavoro medio, dialogare in modo fluido corrisponde  all’ultimo tipo di lavoro, il  lento.

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Nordic Walking

Stefania | 11 luglio 2011

Il Nordic Walking, tradotto in italiano Camminata Nordica, è uno sport nato tanti anni fa in Finlandia e praticato inizialmente da atleti dello sci di fondo durante la preparazione a secco estivo-autunnale.

Successivamente viene perfezionato e sviluppato in un vero e proprio esercizio di fitness.

Molti di noi hanno già provato ad usare i bastoncini per camminare, ma il Nordic Walking è un sistema totalmente differente in quanto usa il bastoncino in modo funzionale e non come semplice appoggio; non bisogna quindi pensare che con questa nuova disciplina si vada più veloci o si faccia meno fatica, il principio fondamentale del Nordic Walking quello di ottenere un lavoro attivo del corpo coinvolgendo la maggior parte della muscolatura e ottenendo tutta una serie di benefici a livello fisico e non solo. Infatti, il Nordic Walking porta innumerevoli benefici alla salute ma è anche un’ottima medicina per la mente, un movimento semplice e armonico che ci porterà col tempo ad entrare in sintonia con noi stessi e con la natura che ci circonda, riscoprendo luoghi e valori spesso dimenticati o soffocati dal ritmo frenetico della vita.

Come il Fitwalking è uno sport da praticare all’aria aperta, da soli o in compagnia, fa bene al cuore e alla circolazione, rafforza braccia e spalle, migliora la postura della schiena e tonifica glutei e addominali, rimanendo principalmente uno sport per tutti, divertente, facile e che ci permetterà di gustare uno stile di vita sano e attivo.

La Scuola Italiana Nordic Walking vuole promuovere, sviluppare e salvaguardare la camminata nordica sul territorio italiano, ed è per questo che presta particolare attenzione alla formazione dei suoi istruttori.

Santucci Running è sede della Scuola Italiana Nordic Walking e organizza corsi e uscite con istruttore autorizzato per quanti volessero avvicinarsi a questa meravigliosa disciplina.

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FITWALKING: Allenamento

Stefania | 21 giugno 2011

Cerchiamo in questo articolo di pianificare la strada per preparare bene una mezza maratona a Fitwalking.

Stiamo parlando di Fitwalking sportivo, quindi valutiamo una prestazione ad un passo che si aggiri attorno agli 8km/h, un ritmo da circa 7 minuti e 30 secondi per ogni chilometro.

Primo step è quello di sottoporsi ad una visita medico-sportiva di idoneità alla pratica agonistica. E’ necessario in quanto obbligatoria per poi iscriversi ad una prova riconosciuta dalla Federazione di Atletica. Penso, comunque, sia sempre buona norma assicurarsi preventivamente sul proprio stato di salute fisica prima di iniziare un’attività sportiva.

Il secondo gradino è l’affinamento della tecnica che si può ottenere facilmente frequentando un corso ufficiale di Fitwalking ed affidandosi ad un istruttore abilitato che darà gradualità alla pratica e intensificherà progressivamente le uscite settimanali. Questo percorso comporterà circa un mese di applicazione specifica.

Il terzo step sarà l’inizio vero e proprio di un programma di allenamento. Dieci settimane per affrontare con una certa sicurezza 21 Km di buon ritmo.

Come avevo detto in precedenza, tre mesi sono un lasso di tempo sufficiente per affrontare questo impegno, ma poi è la propria capacità di valutazione a dettare la buona riuscita della prestazione. Infatti, sapersi leggere dentro in maniera realistica senza troppo buonismo ci permetterà di scegliere i tempi migliori per affrontare la prova.

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FITWALKING SPORTIVO

Stefania | 12 giugno 2011

Il Fitwalking sta aprendo sempre più nuove frontiere nell’ambito del mondo sportivo. Molte gare podistiche anche a livello internazionale, non disdegnano la partecipazione del Fitwalking al loro interno, anzi lo favoriscono allargando i tempi massimi di percorrenza per soddisfare le esigenze dei Fitwalkers.

Molti sentono così lo stimolo e la voglia di affrontare una mezza maratona o addirittura l’intera maratona a passo di Fitwalking. Diventa così non tanto una gara contro il tempo, ma prima di tutto una sfida con se stessi, contro quelli che sono i propri limiti, per misurarsi e confrontarsi con l’impegno di durata, con la vittoria sulla fatica.

Credo sia proprio questo il bello ed il positivo della disciplina del Fitwalking vissuto in chiave sportiva a differenza del comune walking, che seppur benefico, non ci permette di migliorare la nostra performance.

E’ ovvio che affrontare una mezza maratona o addirittura l’intera maratona non è un fatto da improvvisare.

Servono metodo, costanza e determinazione. Non bisogna farsi trasportare da un entusiasmo eccessivo ma mantenere una buona dose di realismo.

Anche a queste distanze, queste prove di fascino particolare, ci si arriva per gradi.

Cercheremo nei prossimi articoli di pianificare la strada partendo dal preparare bene una mezza maratona passando attraverso una 10/12 Km di rodaggio.

In termini di tempo per chi parte da un livello di condizionamento fisico discreto, servono almeno un paio di mesi di avviamento al Fitwalking sportivo e altrettanti di preparazione specifica.

Condensando un pò il tutto, sono necessari non meno di tre mesi per arrivare ad una mezza maratona.

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